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L'occhio profondo

Invecchiare sogno di un 16 dicembreè una semplice circostanza il volodi pensieri colorati su un piccolodiario il tuo orgoglioso frammentoper fermare l’impossibile invecchia-mento e tu lascia passare le nottilascia imbiancare i capelli che mortemi veda specchiato nei tuoi coloriTracce di tein quali versi d’amore vorrestidavvero trovare traccia di tese tu fossi quel rancore assopitoinconosciuto nocchiero dell’albada quale alba prenderesti i miei annia quale carta chiederesti voceil mattino si leva senza luce

IIIma ci si può dare un appuntamentoperché sono anni che non ci si vedee nella piazza che non cambia mai?si sa, le pietre mascherano il tempoè noto lentamente ingrigiscono, l’occhio s’addestra al loro invecchiamentoma alle rughe ai nostri capelli stintialla pinguedine del nostro ventrenon associamo una giusta ragionee così nell’attesa dell’incontrosi preparano liste di elogio un verosimile piano di guerrIXun perno definisce il puntodell’esatto equilibriol’asticella oscilla ma non pendeè difficile fissare il limiteoltre il quale si spezza la vitarassicurante o noresta l’incertezza di conoscerese valga il giocodi scegliere un’alba o un tramontonon credo di sapere in quest’ora della notteperché un perno o un punto d’appoggionon mi lascia dormire tormenta il mio bisogno di sonno

XXXIVnon è stato sancito l’accordoè un non-giorno, un falso giornoda incorniciare lo appendotu non vedi che la cornicee mi chiedi cos’èquando dicevi d’avere un’animami chiedevo dove ospitassiquesta tua compagna smarritacosì dolce e riservataè l’idea di noi che abbiamo dentroe un giorno volerà dove non so sorridevie io di un giorno mi tengo il suo contrarioe non chiedermi cos’èun calendario senza date e santiLXmi piacerebbe che tutti sapesseroe da ogni libero peregrinaretracimasse l’amore per la terra,che ogni nostra canzone ci portassedove crescono tra i sentieri rosecanine e rosse bacche selvatiche,dove il grano s’imbionda e si dà un tonodi rosso coi papaveri che gli coprono la schienami piacerebbe che tutti sapesseroche quando un uomo si ferma e si guardale mani, mani scure di terriccio,vede specchiarsi un cielo di sorrisie il peso delle stagioni si fa buonosfumando dolce la sfera del voltocon la strada bianca che porta a casami piacerebbe che tutti sapesseroe che ogni uomo amasse la sua patria



Edoardo Penoncini