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Lungo è stato il giorno

Invecchiare sogno di un 16 dicembreè una semplice circostanza il volodi pensieri colorati su un piccolodiario il tuo orgoglioso frammentoper fermare l’impossibile invecchia-mento e tu lascia passare le nottilascia imbiancare i capelli che mortemi veda specchiato nei tuoi coloriTracce di tein quali versi d’amore vorrestidavvero trovare traccia di tese tu fossi quel rancore assopitoinconosciuto nocchiero dell’albada quale alba prenderesti i miei annia quale carta chiederesti voceil mattino si leva senza luce

Dentro un cimiteroNuvole gialle i tigli che s’invernanosfarfagliando il cielo di grani azzurrinella piccola estate di novembreaccidentale è l’incontro coi mortitra i viali s’incontrano vecchi amiciappassiti saluti e attenti sguardisulla linea disegnata dagli anninon sanno più gli occhi cosa guardaresembra un impulso di rabbia il saluto alle pietre dei cari mentre muoredentro anche l’ultima fredda carezzaè sempre aperto il cortile dei morti.

Invecchiare sogno di un 16 dicembreè una semplice circostanza il volodi pensieri colorati su un piccolodiario il tuo orgoglioso frammentoper fermare l’impossibile invecchia-mento e tu lascia passare le nottilascia imbiancare i capelli che mortemi veda specchiato nei tuoi coloriTracce di tein quali versi d’amore vorrestidavvero trovare traccia di tese tu fossi quel rancore assopitoinconosciuto nocchiero dell’albada quale alba prenderesti i miei annia quale carta chiederesti voceil mattino si leva senza luce



Edoardo Penoncini